Il cda di Acea ha approvato l’offerta vincolante ricevuta il 4 giugno da Plenitude per acquisire il 100% di Acea Energia, la società del gruppo che gestisce oltre 1,5 milioni di clienti luce e gas, la maggior parte dei quali a Roma. La controllata green di Eni ha riconosciuto una valutazione di 460 milioni di euro, con un corrispettivo base di 588,5 milioni di euro e una potenziale componente aggiuntiva fino a 100 milioni di euro. La cifra si colloca nella parte più alta della forchetta prevista dal mercato.
Il closing dell’operazione anticipata da MF-Milano Finanza (qui l’articolo) richiederà tempi lunghi ed è atteso entro giugno 2026.
A passare di mano sarà Acea Energia, che include anche la partecipazione del 50% del capitale sociale di Umbria Energy, con l’eccezione di alcune linee di business che nell’esercizio 2024 hanno generato un ebitda di circa 6 milioni di Euro: energy efficiency (cui sono associati crediti di imposta per il superbonus per circa 159 milioni di euro alla fine del 2024), mobilità elettrica, economia circolare ed energy management e relativi contratti.
Nel dettaglio, l’offerta prevede un enterprise value al 31 dicembre 2024 pari a 460 milioni di euro, secondo il meccanismo del cosiddetto locked box e il riconoscimento della cassa netta normalizzata, fino a un importo pari a circa 128,5 milioni di euro (a fronte di una cassa netta reported pari a circa 213,9 milioni di euro), per un ammontare complessivo di 588,5 milioni di euro. Il corrispettivo base, che sarà versato al closing, sarà soggetto a meccanismi di aggiustamento standard per questo tipo di operazioni. La potenziale componente aggiuntiva fino a 100 milioni di euro sarà riconosciuta ad Acea sulla base di alcuni obiettivi di performance da rilevare alla data del 30 giugno 2027.
Per Acea, l’operazione comporterà: un aumento del contributo dell’ebitda regolato (includendo, oltre ai business regolati Acqua Italia e Reti, i business Illuminazione Pubblica e Ambiente) a circa il 95% del totale, una riduzione dell’esposizione rispetto alla componente a mercato delle attività del gruppo, un impatto limitato sull’utile netto nell’arco di piano e una riduzione dell’indebitamento finanziario netto. (riproduzione riservata)