Questo articolo è stato pubblicato in anteprima sulla newsletter Cryptomaniac
Secondo Eliézer Ndinga, capo della ricerca di 21Shares, quest'anno gli asset tokenizzati raggiungeranno un valore di 500 miliardi di dollari dai 35 miliardi di fine 2025. Per Ndinga queste previsioni di crescita esponenziale si fondano sull’adozione istituzionale, sulla ricerca di rendimenti elevati e sul lancio di nuovi network su vasta scala, come per esempio Canton.
Il Clarity Act, che regolamenta il settore cripto, dovrebbe essere approvato negli Stati Uniti nel giro di poche settimane, offrendo così a banche e asset manager un quadro normativo esplicito per emettere e custodire strumenti tokenizzati su blockchain pubbliche. Ciò permetterà di sbloccare capitali per miliardi di dollari, segnando il momento in cui i bilanci tradizionali inizieranno a migrare on-chain.
La tokenizzazione, spiega Ndinga, «offre efficienza e accessibilità difficilmente eguagliabili: essa converte asset illiquidi in strumenti programmabili, che possono essere scambiati istantaneamente a livello globale e integrarsi con le infrastrutture della finanza decentralizzata (DeFi). Prevediamo che la crescita del segmento sarà guidata soprattutto dal private credit e dalla migrazione di azioni pubbliche e private, due tra i più grandi bacini di capitale disponibili, che oggi sono in fase di digitalizzazione per ottenere una regolamentazione più rapida, maggiore mobilità del collaterale e generazione di rendimento».
Secondo Ndinga, «la prossima ondata di capitale arriverà prevalentemente dall’equity e in particolare dalle società pre-Ipo. I mercati azionari tokenizzati, che oggi hanno un valore di circa 700 milioni di dollari, potrebbero superare i 10 miliardi entro la fine del 2026, man mano che azioni pubbliche e private inizieranno a nascere e a essere scambiate on-chain. Piattaforme come xStocks già consentono trading continuo, mentre aziende come OpenAI e SpaceX vedono le loro azioni frazionate e regolate on-chain. Entro il 2026, prevediamo una prima Ipo tokenizzata, regolata su una blockchain pubblica». (riproduzione riservata)