Il mercato obbligazionario europeo continua a beneficiare dal contesto di insicurezza generato dalle preoccupazioni inerenti alla nuova variante Omicron e dall’elevata volatilità sui mercati azionari, la quale favorisce lo spostamento dei capitali degli investitori verso fonti di investimento più sicure come quelle relative al fixed income, in vista di una possibile diminuzione dell’inflazione, che probabilmente si attenuerà in seguito al recente calo di prezzo delle materie prime energetiche.
I rendimenti obbligazionari stanno dunque scendendo in relazione all’acquisto dei titoli di Stato, in particolare i Bund tedeschi con scadenza decennale rendono ora il -0,3825%, mentre i Btp italiani di egual scadenza, i quali in relazione ai Bund compiono un assorbimento inferiore, rendono lo 0,958%, alimentando in parte l’ampliamento verificatosi nelle ultime sedute dello spread Btp-Bund, il quale attualmente si attesta a 134,5 punti base.
In merito alle obbligazioni statunitensi, i Treasury Bond decennali rendono ora l’1,427%, poco mossi dalla lettura precedente, ma ad attirare l’attenzione è la pendenza dell’ultimo tratto della yield curve to maturity, in effetti tale è divenuta negativa, in quanto i T-Bond a vent’anni rendono di più di quelli con scadenza trentennale, precisamente l’1,8329% contro l’1,751%, situazione che porta particolari scompigli al settore azionario dei finanziari, il quale presenta maggiori debolezze in questo contesto, ed in effetti, stando alle performance dell’ETF XLF emesso da SPDR, il quale rappresenta per l’appunto il settore finanziario, si nota come talune circostanze influiscano negativamente sulle prestazioni, che per il suddetto strumento finanziario sono state ieri del -1,15% su base intraday.