Incertezze macroeconomiche incombenti, in un clima di rallentamento della crescita, inducono gli investitori a diffidare dall’acquisto di obbligazioni europee. In tale contesto è doveroso ricordare come i titoli di stato dei Paesi periferici, hanno un rischio sistemico decisamente maggiore e contribuiscono ad accrescere il rischio di portafoglio in condizioni di tensione globale. Con l’implementazione dello scudo anti-spread “TPI”, la volatilità degli spread periferici (ad esempio quello italiano) può essere contenuta, anche se l’incertezza politica risulta essere un fattore determinante nell’allargamento di tale indicatore, con il consenso che prevede un incremento intorno ai 50 punti base. Il tasso attuale del Btp italiano decennale è pari al 2,9%, il quale può essere acquistato per garantire un rendimento di lungo termine del portafoglio, contenendo comunque i rischi ed evitando quindi di ritrovarsi in una situazione di sovraesposizione all’obbligazionario governativo italiano. Sul tema banche centrali, tengono banco le aspettative su un aumento consistente di 50 punti base da parte della Banca Centrale Europea, considerando però il fatto che un ulteriore aumento di tale portata potrebbe far cadere l’economia europea in una fase di recessione, dati i problemi derivanti dal conflitto in territorio ucraino. Calendario economico odierno scarno di eventi di importanza rilevante, dopo l’incremento dei tassi d’interesse di 50 punti base da parte della Banca Centrale australiana (RBA). Nuova lettura per l’inflazione sudcoreana, la quale tocca il massimo da 24 anni, anche se il governatore della relativa Banca Centrale, la BOK, ha confermato la strada intrapresa con rialzi di 25 punti base riunione per riunione.