Rendimenti obbligazionari dell’Eurozona in lieve calo con il costo di finanziamento del Btp decennale al 3,81% mentre quello del Bund decennale è rimasto invariato al 2,49%. I rendimenti dei Treasury americani mostrano andamenti contrastati: lo yield del bond a 10 anni sale al 4,63% mentre quello a 2 anni scende al 4,95%.
La volatilità del mercato obbligazionario era diminuita dall'inizio dell'anno, ma le tensioni geopolitiche e le aspettative di tassi di riferimento più alti più a lungo (in particolare negli Stati Uniti) ne hanno innescato un rapido aumento dall'inizio di aprile. "Nonostante il calo, la volatilità del mercato obbligazionario rimane superiore alla media nel lungo periodo. Tuttavia, ci si aspetta un ulteriore calo. I tassi d'inflazione e quindi anche la volatilità dell'inflazione continueranno a diminuire, anche se ad un ritmo irregolare. Ciò dovrebbe tendere a ridurre l'incertezza sulla futura politica monetaria. Il recente e significativo aumento delle aspettative di inflazione non sembra sostenibile e probabilmente si invertirà anche nel medio termine. Di conseguenza, prevediamo il ritorno di un contesto favorevole ai carry sui mercati obbligazionari", afferma Florian Spate, Senior Bond Strategist di Generali Investments. La volatilità dei mercati azionari potrebbe aumentare ulteriormente nel breve periodo nel caso in cui un'ulteriore e prolungata escalation in Medio Oriente, combinata con l'impennata dei prezzi del greggio e l'aumento delle aspettative di inflazione.
Questa settimana vi è la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici importanti come il Pmi dell'Eurozona di martedì, l'indice Ifo tedesco di mercoledì e il Pil statunitense del primo trimestre di giovedì.