Tornano a scendere i rendimenti per l'obbligazionario dopo lo sprint di inizio anno. Alle ore 16h56, il Btp decennale rende il 3,79%, mentre il Bund alla stessa scadenza paga il 2,18%. Si contrae ulteriormente lo Spread, che si attesta poco sopra i 160 punti base.
L'inflazione statunitense, attesa in lieve rialzo a 3,2% a/a, ha superato le aspettative, toccando il 3,4%. Il dato è in netto contrasto con i forward, che fino a questa mattina scontavano un taglio dei tassi di 25 punti a base a marzo con una probabilità del 70%. La pubblicazione del dato rende ora questo scenario altamente improbabile. Tornando in Europa, la produzione industriale in Spagna è stata vista in aumento dello 0,8% a/a per il mese di novembre. In Italia, più di 270 investitori hanno partecipato all’ultimo collocamento via sindacato del nuovo Btp a 7 anni, con scadenza il 15 febbraio 2031, mentre circa 385 si sono interessati al Btp trentennale, con scadenza 1* ottobre 2053. Complessivamente, il 9 gennaio sono stati collocati 15 miliardi di euro, contro una domanda di 75 miliardi per il titolo a 7 anni e oltre 80 miliardi per il Btp a 30 anni. Per il primo titolo, la partecipazione è stata al 39,2% da parte dei fund manager, al 31,4% per le banche. Sul trentennale, le sottoscrizioni sono state effettuate al 42,4% da fund manager, al 34% dalle banche. Ben 40 Paesi hanno partecipato al collocamento dei due titoli: gli esteri hanno effettuato l’80,7% delle sottoscrizioni per il titolo a sette anni, il 76,6% per il titolo a 30 anni. Tra questi, spicca il Nord America, che si è aggiudicata circa il 15% delle sottoscrizioni di entrambi i titoli, mentre gli investitori asiatici hanno mostrato interesse quasi esclusivamente per il titolo a 7 anni (15,5%). La quota più rilevante di sottoscrizioni arriva dall’Europa, prima su tutte il Regno Unito (13,3% sul titolo a 7 anni, 15,7% sul trentennale).