Rendimenti in calo per l’obbligazionario europeo. Alle ore 16h52, il titolo decennale italiano presenta un tasso in diminuzione al 4%, 5 punti base in meno rispetto alla chiusura di ieri. Spinte a ribasso anche per il costo di finanziamento del Bund a dieci anni, che si attesta al 2,22%. Spread Btp/Bund in discesa a 177,73 punti base.
I report sul mercato del lavoro statunitense pubblicati venerdì scorso hanno tirato il freno del mercato obbligazionario, che oggi come ieri sta adottando un approccio difensivo. Qualche ora fa, è stato poi pubblicato il dato sull’inflazione statunitense: i prezzi al consumo per il mese di novembre sono aumentati dello 0,1% rispetto ad ottobre, contro il consenso che vedeva il dato invariato. Si allontana quindi la possibilità di un taglio dei tassi di interesse già per il mese di marzo. Le borse americane rimangono comunque con il fiato sospeso in attesa della riunione della Fed di domani, il cui esito potrebbe far slittare ulteriormente le aspettative del mercato sul taglio dei tassi. Nel Vecchio Continente, il quadro sui listini è il medesimo, ma per una reazione dovremo attendere le decisioni della Bce, attese per questo giovedì. “Con il rallentamento dell'economia e l'avvio di un ciclo di riduzione dei tassi da parte delle Banche centrali, preferiremmo una posizione sovrappesata nelle obbligazioni sovrane e di credito", affermano gli esperti di Jefferies, sostenendo che nel 2024 gli asset a reddito fisso sovraperformeranno l’azionario. In conclusione, i dati macroeconomici sulla Germania: l’indice Zew sulle attese economiche tocca i 12,8 punti a dicembre contro i 9,8 di novembre, contraddicendo il consenso (le attese erano per un calo a 8 punti). Migliora anche l’indice sulle condizioni economiche attuali, a -77,1 rispetto ai -79,8 di novembre.