Se gennaio ha beneficiato di un forte slancio verso il rischio, a febbraio il trend ha iniziato a invertirsi a seguito dei dati sull'inflazione - superiori alle attese - e i commenti dei funzionari delle banche centrali. All'inizio di marzo i mercati sono passati a una modalità di risk-off sulla scia del fallimento della Silicon Valley Bank e della crisi di fiducia che ha colpito il Credit Suisse. Questo atteggiamento si potenzia nela giornata odierna, che si mostra ricca sul fronte dei dati macroeconomici. Nel dettaglio, sono stati pubblicati i dati relativi alla produzione industriale per Francia (+1.2% m/m) e Spagna (-0.4% y/y), nonché, più rilevanti, i dati PMI composito e dei servizi dell’Eurozona di marzo pur in aumento, deludono le attese, attestandosi rispettivamente a 53.7 e 55 punti. I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si attestano dunque in calo, con il Btp italiano che si attesta alla stesura (ore 17:14), al 4.032% e il Bund tedesco al 2.176%. Spread a circa 186 pb. In questo contesto, Matthieu Tournaire, Senior Investment Specialist - Convertible Bonds di Ubp, afferma che le obbligazioni convertibili hanno fornito una chiara capacità di mitigazione del rischio di ribasso, essendo più resistenti delle azioni alla volatilità. Anche oltreoceano i dati macroeconomici deludono le aspettative, con il Treasury decennali in calo al 3.276%. La bilancia commerciale scende a -70.5 miliardi (precedente: -68.7 mld, consenso: -69 mld), e i dati PMI composito e dei servizi salgono rispettivamente a 52.3 e 52.6 punti, ma meno delle aspettative. Calano più del previso anche le scorte di petrolio, che scendono di 3.74 mln w/w contro le attese di un calo di 2.33 mln, in scia al taglio da parte dei Paesi dell’Opec+.