Performance eterogenee per l’obbligazionario europeo. Alle ore 16h49, se da una parte abbiamo il rendimento del Btp 10y in discesa al 3,67%, dall’altra spinge in rialzo quello del Bund decennale, a 2,44%. L’ennesimo riavvicinamento dei tassi porta lo spread nuovamente a 122,38 pb.
Dopo l’accordo tra le principali aziende giapponesi sull’aumento dei salari del 5,28%, il maggiore in 33 anni, il 60% degli operatori si aspetta che la BoJ alzerà il tasso di riferimento ad aprile, mentre alcuni analisti guardano addirittura alla riunione di domani. La politica monetaria nipponica degli ultimi 8 anni è stata caratterizzata da un forte programma di stimoli, che hanno portato il Paese a mantenere il tasso negativo fin dal 2016. Gero Jung, chief economist di Mirabaud Asset Management, Mark Dowding, fixed income cio di Rbc BlueBay Am, e molti altri esperti, sostengono che la politica “ultra accomodante” della Bank of Japan sia ormai giunta al termine. Resta la domanda se un rialzo dei tassi comporterà una riduzione dei flussi di denaro nei mercati obbligazionari occidentali. Ad ogni modo, avremo maggiori informazioni dopo la riunione di questa notte.
Nel frattempo, l’inflazione in Eurozona è stata confermata al 2,6% a/a, mentre il dato core è visto al 3,1% a/a. Il dato sarà probabilmente tema di discussione della conferenza stampa di questo mercoledì, che vedrà partecipi diversi nomi del Consiglio direttivo della Bce tra cui il presidente Christine Lagarde. Sempre mercoledì, sarà il Fomc ad esprimersi sui tassi. Secondo il Centro studi di Unimpresa, la Fed potrebbe dare il via ai tagli già questa settimana, per quanto le aspettative del mercato siano rivolte perlopiù al mese di giungo con una probabilità del 50% circa.