Inizio settimana movimentato sui mercati finanziari. Partendo dai rendimenti dei principali titoli di Stato, lo yield del Btp decennale è fermo al +2,086%, seguito dal comportamento simile del Bund tedesco al +0,577%. In mattinata, lo yield del Treasury decennale ha superato i 250 punti base, accompagnato dall’indice di volatilità dell’obbligazionario americano (ticker: MOVE) il quale ha superato i 125 punti. Sul fronte della politica macroeconomica, il presidente della BCE sostiene che l'Europa non entrerà in un ambiente stagflazionistico nonostante le ricadute della guerra in Ucraina. In particolare, ha ribadito che in tutti gli scenari l'inflazione dovrebbe diminuire e stabilizzarsi intorno al 2% nel 2024. Tuttavia, all'interno del consiglio direttivo, i recenti commenti evidenziano alcune preoccupazioni per quanto riguarda l'inflazione e la crescita, dovute soprattutto agli effetti di un’eventuale rottura completa con gli approvvigionamenti di energia russa (attualmente sul mercato il prezzo del greggio perde il 6,65%). In questo contesto, alcuni analisti ritengono che il 55% dei flussi di gas potrebbero venire sostituiti in modo rapido tramite misure di efficienza energetica e il passaggio al GNL; tuttavia, le regole climatiche previste in UE e le grandi ricadute che questi cambiamenti avranno sul comportamento dei consumatori metteranno a dura prova le decisioni politiche.
Il presidente russo ha recentemente chiesto che i pagamenti per il gas siano effettuati in rubli con il chiaro intento di recuperare una parte del valore della moneta, ma è da poco uscita la notizia che i ministri dell’energia del G7 hanno respinto tale richiesta concordando sulla tesi di violazione unilaterale dei contratti esistenti.