Inizio settimana molto volatile sui mercati finanziari, i quali stanno ancora soffrendo le problematiche dovute alla situazione sul fronte russo-ucraino e in particolare stanno scontando le potenziali sanzioni sull’energia e sulle esportazioni russe. Partendo dal mercato obbligazionario, i rendimenti dei principali titoli di stato sono per ora in lieve rialzo; lo yield del Btp decennale sfiora in mattinata i 160 punti base (ora a 1,592%), mentre quello del Bund tedesco quota -0,022%. Tornando sul tema dell’energia, la transizione verde dell’Unione Europea -la quale vuole prendere le distanze dalle esportazioni russe- sembra essere accelerata dalla guerra in Ucraina, ma di fatto la struttura e i costi del piano non sono ancora chiari. Per questo motivo, intanto, l'UE prevede di aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili, ma gli analisti suggeriscono che la transizione significherebbe cambiare una dipendenza con un'altra: dai combustibili fossili ai metalli e ai minerali, che in ogni caso lascerebbero la Russia come principale fornitore dell'Europa. Con prezzi già record per l'energia nell'UE, il rapido passaggio alle energie rinnovabili sembra attualmente insostenibile. In questo contesto, gli esperti di Bank of America sottolineano che l’attuale aumento dei prezzi amplifica i timori di una stagflazione sempre più prossima, il che potrebbe provocare un grande shock principalmente per i mercati europei. Nel frattempo, il prezzo del petrolio continua a salire; al momento sta guadagnando ili 3,10% ed è a quota 120 dollari al barile. Nonostante un dollaro rialzista, anche l’oro registra un grande impulso verso l’alto, con il prezzo che in mattinata arriva ai 2000 dollari all’oncia (attualmente a +1,30%).