Calendario economico odierno piuttosto vuoto in termini di dati ed eventi, con il mercato obbligazionario direzionato dai prezzi dell’energia prima della diffusione nella giornata di domani dei verbali della Banca Centrale Europea, la lettura del sentiment aziendale tedesco e l’intervento del presidente della Federal Reserve a Jackson Hole. Il Btp italiano passa di mano a un tasso d’interesse del 3,7%, in crescita di oltre 10 punti base, mentre il Treasury americano risulta meno mosso al 3,1%. Inflazione nell’Eurozona che dopo aver raggiunto l’8,9% a luglio si appresta ad una seconda metà dell’anno difficile, dal momento che gli shock dell’offerta continuano a pesare sull’economia dell’Unione, impedendo una decelerata dell’inflazione nel breve periodo, inducendo quindi a pensare che l’indice dei prezzi al consumo non abbia ancora raggiunto il picco. Il livello massimo che l’inflazione potrà raggiungere è di difficile determinazione visto che i prezzi dell’energia sono al momento altamente volatili e imprevedibili, e vanno ad impattare significativamente sull’inflazione headline. Il mercato sta già scontando un picco superiore al 9% su base annua, ma un salto al di sopra del 10% non è attualmente immaginabile. L’euro è ancora sotto forti pressioni ed è scambiato a 0,998 nei confronti del biglietto verde, ai minimi dal 2002. A causa della scomparsa delle partite correnti in UE gli analisti descrivono uno scenario ribassista nei prossimi mesi per la moneta unica europea, anche perché la Federal Reserve si appresta a un incremento dei tassi d’interesse di un ammontare totale pari a 200 punti base entro fine 2022.