Lo spread Btp/Bund è pressoché stabile, in lieve contrazione di 1,8 punti base, a quota 198,7 pb, con il rendimento del titolo di Stato italiano decennale al 4,23%. Mark Dowding, Cio di BlueBay, ha dichiarato che potrebbero esserci dei rischi per l’obbligazionario italiano. In particolare, l’esperto ha affermato che l’economia italiana rimane fondamentalmente debole e che si percepisce una crescente irritazione per l’adozione di una politica più aggressiva da parte della Banca centrale europea. La causa di tali tensioni è da ricondursi alla sostenibilità del debito dei Btp, infatti, l’incremento dei tassi di interesse si traduce in una crescita dei rendimenti obbligazionari. I dati parlano di una crescita del rendimento medio dei titoli di Stato italiani dallo 0,75% al 3,99% nel corso dell’ultimo anno. L’esperto, sul tema, ha precisato che “sebbene una durata media di 6,2 anni significhi che ci vorrà del tempo prima che questa mossa sia pienamente incorporata nei costi degli interessi sostenuti dai contribuenti italiani, un livello di debito pubblico intorno al 150% del Pil richiederà un ampio avanzo primario negli anni a venire, se non si vuole che questo aumenti vertiginosamente”. Dowding ha inoltre previsto che, nel caso in cui il rendimento dei Btp decennali dovesse superare la soglia del 5%, si innescherebbero forti preoccupazioni da parte degli investitori istituzionali. I timori sarebbero spiegati dall’incognita sul funzionamento del meccanismo di Tpi annunciato dalla Bce lo scorso anno, che dovrebbe attenuare i rischi di frammentazione.