In lieve rialzo i rendimenti dei principali titoli di stato occidentali. Lo yield del Btp decennale si attesta all’1,945%, mentre quello del Bund sfiora i 30 punti base in mattinata e si riporta attualmente allo 0,267%. Dopo un picco vicino ai 175 p.b., anche lo spread retrocede segnando ora 168 punti base. Nella giornata di oggi, Vladimir Putin ha ordinato alle truppe russe di entrare nelle due regioni che negli ultimi giorni sono state vittima di una forte pressione politica, ovvero il Donbass e il Luhansk; dopo una prima reazione molto forte al ribasso, i mercati sembrano aver scontato -almeno per ora- i vari avvenimenti. In effetti, le attività legate al rublo rimangono le più sensibili agli sviluppi, ma molti analisti evidenziano che i mercati sono ancora ottimisti riguardo alle prospettive di evitare una guerra vera e propria. I prezzi del gas in Europa sono lontani dai massimi di dicembre, mentre i futures sul greggio restano ancora al di sotto dei massimi di febbraio a 96,00 dollari al barile (ora a 91,50 dollari). Per quanto riguarda la situazione nell’Eurozona, Bloomberg ha riportato un allentamento delle scommesse sull'aumento dei tassi della BCE quest'anno; in particolare, l'articolo ha osservato che il mercato monetario ora sconta un primo aumento della BCE di 25 punti base a dicembre da ottobre, ma ha evidenziato che fino alla scorsa settimana almeno due aumenti di 25 punti base erano stati completamente prezzati sui mercati entro la fine dell'anno. Attualmente, la probabilità di un aumento di 10 punti base a giugno e fino a 40 entro la fine del 2022 è del 90%. In ogni caso, le prossime letture sull’inflazione in area Euro saranno determinanti per comprendere le mosse definitive della Bce per quest’anno.