Frena la salita dei tassi di interesse sulle obbligazioni governative europee. In particolare, il Bund decennale tedesco si riporta attualmente a quota -0,095%, toccando i livelli del 5 gennaio che aveva precedentemente sfondato con un forte gap al rialzo. Stessa sorte per il rendimento dei BTP italiani a dieci anni, che tornano a 128,5 punti base, i quali permettono allo spread di assestarsi a quota 138,10 punti. Per quanto riguarda il mercato americano, notiamo che anche i rendimenti dei Treasury a dieci anni perdono qualche punto base rispetto alla giornata di ieri, toccando quota 1,731%. È interessante notare come il rapporto tra i rendimenti dei titoli di Stato americani a 10 anni e quelli a 2 anni sta tornando verso i suoi minimi fatti a marzo 2020; questo rapporto ci informa che i rendimenti a più breve periodo stanno sovraperformando quelli a medio-lungo termine.
Dopo il dato di ieri riguardo all’indice dei prezzi al consumo, è uscito in data odierna il Producer Price Index, il quale misura la variazione media nel tempo dei prezzi di vendita ricevuti dai produttori nazionali per la loro produzione. Tale indice è aumentato su base annua del 9,7% (con indice core accelerato al +8,3% contro l’8% atteso) e dello 0,2% su base mensile. Per gli esperti di Oxford Economics, l'IPP di questo pomeriggio si aggiunge ad "un numero crescente di prove che la Fed inizierà il rialzo dei tassi a marzo e subirà una riduzione del bilancio a metà anno". Affermano dal centro britannico, inoltre, che "Le persistenti interruzioni dell'offerta porteranno i prezzi alla produzione ancora a livelli record nel breve termine, soprattutto a causa di una variante Omicron in rapida diffusione che alimenterà le pressioni inflazionistiche”.