Giornata in lieve calo per i rendimenti obbligazionari. Lo yield del Btp decennale segna +2,010%, mentre quello del Bund torna sotto i 50 punti base (ora a +0,484%). Spread stabile intorno ai 152 punti base. Partendo dalle notizie più importanti oggi, merita sottolineare la pubblicazione del dato sull'inflazione nel Regno Unito, il quale a febbraio ha accelerato bruscamente raggiungendo il nuovo massimo da 30 anni al 6,2% contro il 5,9% di consenso e il precedente 5,5%. Ampi contributi al rialzo sono giunti dai servizi domestici -che includono le bollette dell'energia-, e dai costi di trasporto (ad ora il prezzo del greggio sta salendo di un altro 4,85%). L’ONS ha evidenziato che i fattori trainanti l'inflazione sono diversi, ed è probabile che i numeri sostengano le aspettative di aumento dei tassi della BoE e di un inasprimento più aggressivo della politica monetaria per tenere sotto controllo le aspettative di inflazione. D’altronde, insieme al Regno Unito, giovedì abbiamo visto un rialzo di 25 bps anche da parte di Powell, con altri 150 bps attesi entro fine anno. Secondo Samuele Barni, consulente finanziario di Copernico Sim, la Fed ha segnalato di essere disposta a tollerare un’inflazione più alta nel medio periodo rispetto al suo target, dal momento che il restringimento monetario non si prevede che possa andare oltre il 2023-2024 e l'inflazione è attesa sopra il target per almeno un triennio. I tassi di interesse reale, ancora in territorio negativo, probabilmente manterranno gli investitori sul mercato azionario per tutelare i loro investimenti e cercare del rendimento; negli ultimi giorni, infatti, abbiamo assistito ad un rialzo dei mercati azionari a fronte di un movimento ostile di quelli obbligazionari.