Rendimenti positivi in zona Euro. Alle ore 16h43, il costo di finanziamento del Bund decennale è salito al 2,30%, mentre per il Btp si attesta invariato al 3,82%. Lo spread tra i titoli scende a 152,24 punti base.
La Bce ha deciso di lasciare i tassi invariati, confermando un approccio più prudente e dipendente dai fenomeni macroeconomici. "Ciò rende i titoli di Stato dell'Eurozona molto sensibili ai futuri dati macro, in particolare a quelli relativi alla pressione inflazionistica e al mercato del lavoro", affermano gli strategist di Unicredit Research. Christine Lagarde, nella conferenza stampa di ieri pomeriggio, si è tuttavia detta fiduciosa per quanto riguarda il processo disinflattivo. Secondo gli esperti di Mps, la dichiarazione è stata interpretata dal mercato “come un'apertura ad un taglio già prima di giugno”, ipotesi che sembra trovare conferma negli Ois che al momento prezzano un taglio di 25 punti base già ad aprile. Gli esperti non condividono le aspettative degli investitori sostenendo che, con alta probabilità, l’istituto di Francoforte aspetterà la seduta di giugno per iniziare il ciclo di tagli. Nel mentre, la Bce ha rivisto al ribasso le stime per l’inflazione futura, attendendo un livello del 2,4% nel 2024 e del 2% nel 2025 e nel 2026. Discorso analogo per le aspettative di crescita, con il Pil atteso per il 2024 che cala allo 0,6%, all’1,3% per il 2025, per poi raggiungere l’1,4% nel 2026. A Tokyo, l’inflazione di gennaio rallenta all’1,6% a/a rispetto al 2,4% di dicembre. Negli Stati Uniti, il deflatore Pce denota una diminuzione del dato nel mese di dicembre, a +2,9% a/a rispetto al +3,2% precedente.