Lo spread Btp-Bund si attesta oggi a 132 punti base, riducendosi del 4% rispetto a ieri. In questo contesto, infatti, il rendimento del Btp decennale quota attorno all'1,28% punti base, contro il corrispettivo a -0,037% tedesco. Continua la cavalcata dei rendimenti sui Treasury statunitensi a 10 anni, che ormai da lunedì scorso hanno sfondato la resistenza dell'1,5% attestandosi attualmente all’1,794%. Il Nasdaq e bond restano le principali vittime dell’attuale contesto economico-finanziario, in attesa del nuovo dato dell’inflazione Usa in arrivo mercoledì. In particolare, già il dato sull’occupazione NFP di venerdì scorso ha confermato la rigidità del mercato del lavoro statunitense, con un aumento dei costi salariali e un calo del tasso di disoccupazione; secondo gli economisti di Capital Economics, l’aumento dei Treasury potrebbe persistere, dal momento che si prevede un aumento dell’inflazione del 7% su base annua che toccherebbe i massimi storici da ormai quattro decenni. Il colosso americano Goldman Sachs si è infine espresso in una nota uscita in giornata sui tassi Fed, prevedendo addirittura quattro aumenti dei tassi di interesse nel 2022, interpretando di conseguenza un ritorno ad una politica monetaria meno espansiva più rapido delle aspettative. Per quanto riguarda la zona Euro, invece, le letture dell'inflazione saranno probabilmente elevate e volatili nel breve termine, mantenendo pressione sulla Banca centrale europea affinché continui a preparare la normalizzazione delle politiche. Societe Generale afferma che "dopo un primo semestre volatile, l'evoluzione delle prospettive di inflazione nel secondo semestre del 2022 sarà un fattore determinante per le aspettative a medio termine della politica della Bce".