Ancora in aumento i rendimenti dei governativi dell’Eurozona alle ore 17h03, con il Btp 10y che cresce al 3,92%. Il tasso era risalito intorno a questo valore già a metà gennaio fallendo tuttavia nel recupero verso il 4%, registrato l’ultima volta agli inizi di dicembre prima dell'inizio del trend ribassista avviatosi a metà mese. Il Bund guadagna poi ben 11 punti base, attestandosi a 2,34%.
I rendimenti corporativi nel 2024 sono partiti con spirito positivo, a fronte dell’allontanarsi dei timori di recessione e delle solide performance delle imprese, afferma Marco Giordano, Investment Director di Wellington Management. Il primo mese si è caratterizzato per un impennamento dell’offerta, spinta dal sentiment rialzista degli investitori obbligazionari, ma compensata da una forte domanda sia da parte degli investitori investment grade sia da quelli high yield. "Poiché ora gli spread si trovano notevolmente al di sotto delle medie storiche a 5 e 10 anni, la dispersione tra gli emittenti e i settori sarà probabilmente il tema principale per gli investitori per il 2024", conclude l’esperto. Oltreoceano, sulla politica monetaria, Tom Barkin, Presidente della Fed di Richmond, e Susan Collins, Presidente della Fed di Boston, ribadiscono l’importanza nell’accertarsi che il processo deflattivo continui anche dopo l’allentamento della politica monetaria, questione che al momento è ancora avvolta dall’incertezza e che rende quindi sconsigliabile una riduzione del costo del denaro nel breve periodo. Il Presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, reputa probabile che vedremo due o tre tagli nel corso dell’anno, sostenendo tuttavia che la decisione dipenderà principalmente dalle prossime pubblicazioni sull’inflazione.