Il quadro obbligazionario odierno mostra un trend di vendite sui titoli di Stato europeo. Alle ore 16h36, il Bund vede il proprio costo di finanziamento decennale salire a 2,42%, mentre il Btp a dieci anni presenta un tasso in aumento a 3,64%. "I Btp hanno sovraperformato" anche nella seduta di ieri, muovendosi "nella direzione opposta" rispetto ai titoli di Stato dell'Eurozona, "con un calo dei rendimenti di circa 3 punti base che ha portato lo spread Btp/Bund a 10 anni a 122 pb, il livello più basso dal novembre del 2021", evidenziano gli strategist di Unicredit Research.
Phillip lane, capo economica della Bce, ha sostenuto una posizione di prudenza per quanto concerne la data del prossimo taglio. "Si stanno accumulando molte prove, ma è anche giusto dire che la transizione da questa fase di attesa (siamo in attesa dallo scorso settembre dopo un ciclo di rialzi sostanziali) deve essere fatta con calma, passando dal restare fermi alla riduzione delle restrizioni", ha puntualizzato Lane, osservando poi che il "processo di deflazione è in corso. Abbiamo continuato a fare progressi, abbiamo continuato a muoverci verso il nostro obiettivo del 2%".
Sulle future modalità della gestione di liquidità da parte dell’Istituto di Francoforte, il focus del prossimo periodo sarà sulla riduzione del differenziale tra il tasso di rifinanziamento e quello di deposito da 50 a 15 punti base. Per l’attuazione effettiva dovremo tuttavia aspettare il 18 settembre in quanto, come precisato da Luca Mezzomo, economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, la Bce “non vuole che la decisione venga scambiata per una decisione di politica monetaria. Quindi ha preferito mantenere un certo spazio tra l'annuncio e l'attuazione".