Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi è in lieve contrazione, a quota 227,5 punti base, in vista del voto del 25 settembre. I titoli di stato, sinora, non hanno subito eccessive turbolenze grazie alle promesse, della maggior parte dei partiti, di non aumentare il deficit oltre a quanto pattuito con l’Unione europea. Secondo il Team Investimenti di Fineco Asset Management "in passato, il continuo acquisto di bond sovrani ha contribuito a mantenere stabili i rendimenti dei titoli italiani. I candidati politici in Italia hanno inviato messaggi rassicuranti ai mercati e l'introduzione del Tpi (il cosiddetto scudo antispread), presentato in estate dalla Bce, può contribuire a scoraggiare un ampliamento legato a reinvestimenti in altre direzioni dei titoli in scadenza”. Inoltre, la Bce nell’attuale contesto è concentrata sull’importanza della trasmissione della politica monetaria nella zona euro e pertanto è nel suo interesse proteggere gli spread. Il prossimo governo si appresta a dover agire in uno spazio di manovra molto limitato, in tal senso si sono espressi Alvise Lennkh-Yunus, executive director e Giulia Branz, senior analyst, di Scope Ratings: “nei prossimi anni il debito pubblico italiano rimarrà elevato, intorno al 145-150% del Pil, circa 15-20 punti base al di sopra dei livelli pre-Covid, con un conseguente elevato fabbisogno di finanziamento lordo pari a circa il 25-30% del Pil. Con il Btp a 10 anni già intorno al 4%, ciò implica uno spazio fiscale molto limitato, se non nullo, per il prossimo governo italiano, date le deboli prospettive di crescita a medio termine del Paese".