I rendimenti dei principali titoli di Stato si avviano a chiudere la settimana in lieve rialzo. Il rendimento del decennale italiano si attesta ora al 2,96%, mentre il Btp con scadenza a due anni rende lo 0,95%. Lo yield del Bund rimane stabile durante il corso della giornata, intorno allo 0,94%, di conseguenza si registra un aumento dello Spread, che oggi supera di poco la soglia dei 200 punti base, stazionandosi a 202,5 pb. La crescita delle performance dei titoli governativi è sicuramente stimolata da un incremento della propensione al rischio da parte degli investitori, ma anche dalla decisione della Banca centrale della Repubblica Popolare Cinese (PBoC) di ridurre il tasso primario di prestito “Lpr” a 5 anni, dal 4,6% al 4,45%, al fine di stimolare la crescita di un’economia entrata in una fase di stagnazione e di un settore immobiliare in profonda crisi. Secondo gli esperti di Unicredit, l’aumento registrato dagli Spread periferici nell’ultimo periodo è causato dalla forte pressione esercitata dalla volatilità; una comunicazione più chiara da parte dei funzionari della Bce, potrebbe aiutare ad abbassare questi differenziali ancorati al Bund, anche se rimane difficile tornare ai livelli registrati a inizio anno, dal momento in cui la Bce annuncerà durante il mese di luglio l’interruzione degli acquisti nell’ambito del Quantitative easing. Sul mercato valutario, in lieve perdita l’euro nei confronti del dollaro americano, scambiato attualmente intorno a 1,056, con una perdita dello 0,18% rispetto alla seduta di ieri. Incertezza sul mercato del petrolio, nuovamente in rialzo, prezzando il Brent, negoziato sulla borsa di Londra, intorno ai 112 dollari al barile, mentre il WTI si quota poco sotto, a 110,26.