Lo spread Btp/Bund prosegue in discesa, ora sotto quota 190 punti base. Nel dettaglio il differenziale è in calo di 6 pb a 183 pb, nonostante i recenti segnali falco da parte di alcuni membri della Banca centrale europea. Robert Holzmann, membro austriaco del Comitato esecutivo della Bce, in un intervento a Vienna ha affermato che la politica restrittiva dell’Istituto proseguirà ancora, fino a raggiungere i livelli sufficientemente restrittivi da garantire un tempestivo ritorno dell’inflazione all’obiettivo di medio termine del 2%. Holzmann ha precisato che l’inversione di rotta della politica monetaria non avverrà fino a quando l’inflazione core non si allenterà e, stando alle previsioni del banchiere, i prezzi core non hanno ancora raggiunto il picco. La componente che incide maggiormente sull’inflazione è sicuramente il costo dell’energia che, in un estratto del bollettino della Banca centrale europea, continuerà a pesare sulla spesa reale dei consumatori nei prossimi trimestri. Dati i livelli ancora elevati dei prezzi dell’energia e la forte incertezza, è probabile che il reddito disponibile reale delle famiglie continui a ridursi, con conseguenti effetti negativi sulla spesa al consumo e, in particolare, sui beni durevoli. Per quanto riguarda il consumo dei servizi, nonostante la relativa resistenza agli incrementi dei prezzi dell’energia, è probabile che si indebolisca con il graduale svanire degli effetti della riapertura. La Bce ha concluso affermando che nel complesso, date queste considerazioni, si prevede nel breve termine una dinamica dei consumi più debole, in linea con le proiezioni macroeconomiche dell’Eurosistema di dicembre 2022.