Rimangono basse le probabilità che la Banca Centrale Europea utilizzi lo strumento anti-frammentazione, TPI, per sostenere i rendimenti del titolo di stato italiano in vista delle prossime elezioni, programmate per il 25 settembre, a meno che la debolezza degli Spread non si allarghi in tutta l’eurozona. Stando ai dati più recenti, Francoforte ha già spostato i reinvestimenti del piano Pepp verso i Btp italiani, senza però evitare un rialzo degli spread, anche se ad oggi è in lieve contrazione poco sotto i 210 punti base. In Italia poi l’incertezza politica si è diffusa dopo le dimissioni del Premier, Mario Draghi, con conseguenti elezioni previste per il 25 settembre, che a prescindere dal loro andamento, secondo gli esperti, porteranno l’economia italiana cadere in una fase di recessione a causa degli elevati prezzi energetici e dal razionamento di quest’ultima nel campo industriale. Gli analisti prevedono una caduta del Pil dello 0,2% e dello 0,4% nel terzo e quarto trimestre, con un conseguente ingresso dell’economia in una recessione tecnica, come quella che ha colpita gli usa dopo l’ultima rilevazione del Pil su base mensile. La Banca Centrale australiana, la RBA, ha rivisto a rialzo le prospettive di inflazione in scia con quanto fatto emergere dalla BoE. In leggero calo il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti e in Canada rispetto alla rilevazione precedente, attestandosi per entrambi i paesi ad un livello pari al 4,9%. In linea con le altre Banche Centrali nella notte (ora itliana) la Banca Centrale indiana ha alzato i tassi d’interesse portandoli a un livello del 5,4%, decisamente superiore alle aspettative che si attestavano al 5,25%.