Il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato a dieci anni di Italia e Germania tratta in contrazione di 7 punti base a 185 pb. Natixis prevede che l’inasprimento della politica della Bce, con i rialzi dei tassi di interesse, l’imminente avvio della stretta quantitativa e le condizioni più restrittive per le operazione mirate al rifinanziamento nel lungo termine, determinerà con probabilità un allargamento dello spread nel 2023. Le previsioni, afferma Cyril Regnat, vedono lo spread Btp/Bund raggiungere quota 240 punti base nella prima metà del 2023, dopo che la Bce avrà iniziato a ridurre il proprio portafoglio di obbligazioni. Antoine Bouvet e Benjamin Schroeder, senior rates strategist di Ing, sostengono che lo spread sia al di sotto di quanto la maggior parte degli investitori si sarebbe aspettato, in attesa della prossima riunione del 15 dicembre della Bce in cui l’Istituto dovrebbe "compiere passi decisivi verso lo svuotamento del suo portafoglio obbligazionario”. Tale strumento è stato sicuramente fondamentale per restringere gli spread, per questo motivo ci si attende che una retromarcia produca una maggiore pressione crescente sui differenziali, tuttavia, gli esperti sono del parere che gli effetti potrebbero non essere percepiti immediatamente. I fari degli investitori sono ora puntati sulla riunione della Bce di settimana prossima, con un’attenzione particolare sull’entità e sulle tempistiche della stretta monetaria mentre sul mercato non si è ancora visto un impatto così evidente.