Alle ore 16h22, i rendimenti dei titoli decennali italiani e tedeschi tornano a riavvicinarsi, determinando una leggere contrazione dello Spread, a 163 punti base. Il Btp a dieci anni presenta infatti un costo di finanziamento in diminuzione al 3,84%, mentre il Bund alla stessa scadenza paga il 2,19%, poco più della vigilia. Secondo il Capital Markets Team di Mps, il Tesoro “ha effettuato ieri una scelta strategica ottimale. Con l'emissione di un titolo breve a 7 anni, ha sorpreso il mercato, che aveva aspettative su una nuova linea a 15 anni, offrendo la nuova scadenza attraverso un sindacato e non nel tradizionale appuntamento di aste. In aggiunta, tale scelta strategica ha permesso al Tesoro di raggiungere, con un'unica operazione, l'ammontare minimo previsto dal Programma di Emissione del primo trimestre, ovvero 10 miliardi di euro. D'altro canto, con la riapertura del titolo a lungo, il Tesoro ha potuto coinvolgere una platea ancora più ampia di investitori”. In merito a questo ultimo punto, l'esperto sottolinea la partecipazione di diversi investitori esteri. Diversi membri della Bce hanno ribadito l’importanza delle pubblicazioni macroeconomiche future nel determinare le prossime mosse di politica monetaria. “L'attuale livello dei tassi d'interesse, mantenuto per un periodo sufficientemente lungo, contribuirà in modo sostanziale al tempestivo ritorno dell'inflazione al nostro obiettivo” afferma il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, sostenendo un approccio pienamente dipendente dai dati. Le parole del vicepresidente sono state sostenute da Villeroy de Galhau, il quale, ieri sera a Parigi, ha dichiarato che un taglio quest’anno ci sarà, ma solo “quando le prospettive di inflazione saranno solidamente ancorate al 2%".