Gli investitori sono rimasti con fervore in attesa del dato inerente al Nonfarm Payrolls, senza dubbio di rilevanza cruciale nel contesto statunitense, e ancor di più in questo momento, in cui esso viene interpretato dalla Fed come supporto alle decisioni di politica monetaria, soprattutto inerenti a tapering e tassi d’interesse; insieme al Nfp viene rilasciato anche il dato a riguardo del tasso di disoccupazione, su cui preme un particolare focus per capire se l’helicopter money, dunque le politiche monetarie non convenzionali, abbia dato i suoi frutti ripristinando i livelli occupazionali prepandemici.
Entrando nel vivo dei dati macro sopracitati, i salariati del settore non agricolo, che rappresentano circa l’80% della produzione del Gdp statunitense, dimostrano una netta diminuzione in relazione all’ultima lettura risalente al mese scorso, portandosi ora a quota 210k unità contro le 550k attese dagli analisti. Meglio invece per il tasso di disoccupazione, il quale a Novembre è calato dello 0,3% portandosi all’attuale 4,2%, ma, è inoltre importante ricordare come la progressiva positività di questi dati possa spianare la strada alla Fed permettendo l’aumento dei tassi d’interesse, spada di Damocle sui mercati finanziari.
Passando al frangente europeo, i rendimenti dei titoli di Stato con scadenza decennale sono tutt’ora in discesa, all’infuori dei Bond francesi e, con minor entità, dei Bund tedeschi, che ora rendono il -0,3680%, valore poco maggiore dalla lettura precedente, mentre continuano gli acquisti di Btp Italiani, i quali al momento rendono lo 0,926%, con lo spread Btp-Bund in calo, attualmente a 128,5 punti base.
Positivo in Eurozona il dato sulle vendite al dettaglio, che su base annua mostra un incremento dell’1,4%.