Si tingono di verde i rendimenti dei governativi dell’area euro. Alle ore 16h47, il Btp a dieci anni paga il 3,71% (+4 punti base), mentre il Bund decennale il 2,43% (+2 punti base). Il differenziale tra i titoli, dopo il crollo di questa settimana, rimbalza a 128 punti base.
Secondo gli strategist di Unicredit Research, "la forte performance dei Btp è legata principalmente alla ricerca da parte degli investitori di opportunità di rendimento in un contesto in cui si prevede un ampio taglio dei tassi". Gli economisti di Commerzbank analizzano come "Nonostante i deficit sorprendentemente elevati del bilancio nazionale e l'accumulo di debito in crescita, i mercati rimangono calmi nei confronti dell'Italia. Il motivo è probabilmente la recente forte crescita economica. Tuttavia, ciò è probabilmente dovuto non tanto a miglioramenti strutturali quanto a una politica fiscale molto espansiva che il Governo non può sostenere nel lungo periodo”. Pertanto, secondo gli esperti, tale crescita economica non è “destinata a durare”, in particolare per quanto riguarda l’obbligazionario.
Allargando lo sguardo all’Europa, "il nuovo framework della Bce non inasprirà le condizioni di accesso delle banche alla liquidità della Banca centrale e dovrebbe risultare favorevole al finanziamento e alla redditività delle banche. Inoltre, non implica un'accelerazione della riduzione del bilancio della Bce, anche se non è escluso che ciò avvenga", affermano gli analisti di S&P Global Ratings. La settimana volge al termine senza pubblicazioni macroeconomiche di grande rilevanza. I mercati rimangono in attesa dell’intervento del Fomc di settimana prossima e della BoJ che, secondo gli esperti, potrebbe annunciare la fine dell’era dei tassi negativi.