Alle 18:00 i rendimenti nell’Eurozona si presentano in lieve calo, con quello il Btp italiano che si attesta al 4.17%, mentre quello del Bund tedesco al 2.37%. Spread in calo a circa 180.4 pb.
Il market mover della settimana è senz’altro il dato sull’inflazione Usa, che potrà fornire maggiori chiarimenti sul percorso di rialzo dei tassi da parte della Fed. Il consenso si aspetta un ulteriore rallentamento ma «qualsiasi sorpresa farà sicuramente muovere i mercati» puntualizzano da Ally Invest, al momento sembra prevalere un atteggiamento attendista.
In ogni caso, sebbene il recente passaggio dalla scarsità all’abbondanza di rendimenti sia certamente entusiasmante, posizioni come quella di Robert Almeida di Mfs Investment Management, evidenziano come sia necessario mantenersi prudenti.
L’investimento obbligazionario non è infatti privo di rischio, e «il fatto che i rendimenti siano più alti non significa che il rischio sia minore», avverte l’esperto. I tassi più elevati hanno reso più ostico l’ambiente operativo e anche «l’ambiente commerciale è cambiato molto negli ultimi anni». Se da un lato i tassi più elevati offrono nuove promesse di rendimento, dall’altra conducono a un aumento degli interessi passivi, che unitamente all’aumentato costo della manodopera, riducono drasticamente il calcolo degli utili.
Invito alla cautela anche da parte di Ignazio Visco rivolto a Bce. Il governatore di Banca d’Italia nel corso dell’intervento al Warwick Economics Summit di Londra ha invitato la Bce a procedere con un atteggiamento cauto e graduale, attribuendo il medesimo peso sia al rischio di strozzare l'economia con manovre troppo restrittive, sia di assumere un atteggiamento troppo lascivo.