Inizio settimana in discesa per i prezzi dei principali titoli di stato occidentali, ormai sempre più al di sotto dei minimi storici. Il Btp italiano decennale quota al momento al di sotto degli 84 euro con un rendimento del 2,84%, mentre il Bund tedesco rimane poco sopra i 91 euro con uno yield del +0,952%. In ribasso anche il prezzo del Treasury decennale, il cui rendimento si avvicina alla soglia del 3% (ora a 2,965%). Cominciando dall’analisi di alcuni dati usciti in mattinata, merita sottolineare che il PMI manifatturiero dell'Eurozona di aprile è sceso al minimo degli ultimi 15 mesi di 55,5 rispetto alla lettura di marzo pari a 56,5. Molti analisti notano che la crescita della produzione si è bloccata all'inizio del secondo trimestre, poiché le fabbriche hanno faticato nel reperire le materie prime sempre più costose, e nello stesso momento la domanda si è ridotta per via dei forti aumenti dei prezzi e dei timori per le prospettive economiche. I dati, compilati da S&P Global, hanno mostrato che, tra le sfide della catena di approvvigionamento, l'inflazione dei prezzi di input è accelerata al massimo in cinque mesi a causa dell'impennata dei costi di carburante ed energia, causando in alcuni paesi (in primis la Germania) la discesa in territorio di contrazione sia per i nuovi ordini sia per la produzione. In generale, il sentiment economico della zona euro è sceso molto più del previsto ad aprile (calato a 105 punti rispetto ai 106,7 di marzo), con la fiducia colpita in tutti i settori dal secondo mese pieno della guerra e dalla conseguente impennata dei prezzi delle materie prime.
Spostandoci sul mercato Usa, anche qui il dato relativo al PMI manifatturiero è in calo, sceso a 55,4 punti rispetto a 57,1 di marzo.