Fine settimana stabile sui mercati obbligazionari, con il rendimento del Btp decennale il lieve diminuzione all’1,880% mente quello del Bund fermo allo 0,275%. Per quanto riguarda la situazione europea, fonti del Financial Times riferiscono che l’equilibrio di potere presso la Bce sembra essersi spostato in modo decisivo a favore di funzionari determinati ad affrontare il rischio di una spirale inflazionistica al rialzo, nonostante i timori che la guerra in Ucraina possa trascinare l'Europa in recessione; in particolare, è stato annunciato che “i rischi di inflazione sono ora visti dal consiglio come maggiori di altre preoccupazioni” a fronte di un aumento dei prezzi al consumo in Eurozona più rapido di quanto la stessa banca centrale si aspettasse (+5,8% a febbraio). In effetti è stato riconosciuto che non solo i prezzi dell’energia e del gas hanno visto un grande aumento (ad ora il petrolio è a +2,85%), ma anche quelli dei beni industriali, del cibo e di una gran parte di servizi potrebbero andare incontro ad un aumento simile. Non bisogna infatti escludere che se le previsioni di una crescita in diminuzione e di un’inflazione ancora in salita dovessero realizzarsi e persistere, l’avvento di un ciclo economico di stagflazione potrebbe generare più danni nel lungo termine rispetto ad una recessione immediata; quest’ultima, se gestita bene dalle banche centrali per controllare il rialzo dei prezzi, potrebbe permettere all’economia di ripartire nel medio termine, ma qualora si avverasse lo stato di stagflazione allora il mondo del lavoro e dei consumatori potrebbe subire ancora più danni per via di un’inevitabile maggiore disoccupazione e di una difficoltà nel mantenere la domanda aggregata ad un livello accettabile.