I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono in lieve calo dopo le vendite e l’elevata volatilità attraversate nelle scorse sedute, vendite per lo più alimentate dall’alto livello d’inflazione e dall'indeterminatezza della risposta delle banche centrali; lo spread Btp-Bund è in leggero ampliamento ed attualmente è pari a 130,9 punti base, con il rendimento del Bund tedesco a 10 anni pari al -0,2485%, in riassorbimento dai valori della seduta precedente, e quello del Btp italiano di egual scadenza dell’1,062%, poco più stabile.
Nel frattempo, come si legge nei verbali della riunione di Ottobre della Banca centrale europea, l'economia dell'Eurozona ha continuato a crescere in Q3, ma le circostanze attuali non attenueranno il rialzo dell'inflazione, e si stima per giunta un ribasso del Pil di cui si discuterà nella prossima riunione di Dicembre, inoltre, da quanto si evince nelle minutes pubblicate nella giornata di oggi alle 13.30, i principali rischi a breve termine riguardano sia il ritmo della ripresa, che è influenzata dalle strozzature dell'offerta, sia le prospettive per l'inflazione, con annesso l'aumento dei prezzi dell'energia; se questi rischi graveranno più a lungo infatti, il ritorno ad un equilibrio maggiormente stabile sarà rallentato.
Il board ha discusso in seguito del concetto di stagflazione, ricordando come l'uscita dalla crisi abbia indotto a redditi disponibili reali inferiori e costi più elevati; nello specifico l’incremento del Pil tedesco su base trimestrale ha deluso le aspettative, viste per l’1,8%, realizzando l’1,7%, mentre anche Il Gfk German consumer climate, che misura il livello di fiducia dei consumatori nei riguardi dell'economia, risulta negativo e pari a -1,6 punti, dal precedente 1.