L’indicatore ZEW sul sentiment degli investitori istituzionali tedeschi sull’economia della Germania è migliorato a 42,9 punti dai 31,7 punti del mese precedente, portando fiducia e ottimismo. Il dato è risultato sopra le attese, infatti ci si attendeva una crescita di 35,9 punti. Migliora anche l’indicatore della Zona Euro arrivando a 43,9 punti dai 33,5 punti. I rendimenti dei titoli obbligazioni crescono con il costo di finanziamento del Bund decennale a 2,48% (+5 punti base) e il costo di finanziamento del Btp decennale di 3,90% (+7 punti base). Si allarga lo spread Btp-Bund che arriva a 142 punti base. Anche i rendimenti dei Treasury americani registrano delle variazioni positive.
Tornando sui dati macroeconomici, l’Istat ha riportato che l’indice dei prezzi al consumo dell’Italia su base annua è dell’1,2% rispetto allo 0,8% del mese precedente; la stima preliminare era dell’1,3%. Su base mensile il dato resta fermo, l’Istat ha specificato che questo è dovuto al calo dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da -18,4% a -13,8%) e non regolamentati (da -17,2% a -10,3%). Rallentano anche i prezzi dei prodotti alimentari (+2,6% da +4,4%).
Invece in Cina, il Pil del primo trimestre cresce oltre le attese: 5,3% contro un consenso del 4,8%. La produzione industriale e le vendite al dettaglio però presentano una flessione rispetto al mese precedente e deludono le aspettative mentre i dati sull’occupazione sono in linea con i dati attesi. Si attende il discorso del presidente della Fed Jerome Powell per capire se potrebbero emergere indizi sulla politica monetaria futura.