Alle 16h22 i rendimenti dei titoli di Stato in Eurozona trattano in leggero rialzo, con il Btp al 4.098% e il Bund in aumento di almeno 5 pb al 2.46%. Lo spread si mostra in restringimento a circa 164 pb. Sul fronte macro, rileva la produzione industriale dell’Eurozona, che in aprile è aumentata meno del previsto su base annua, attestandosi al +0.2%, dopo il -4.1% di marzo e rispetto al +0.8% atteso. Su base mensile il dato registra un incremento dell’1%, in linea con il consenso. Oggi l'attenzione del mercato obbligazionario è rivolta al Fomc, che in occasione della riunione del 3 maggio, ha abbandonato le indicazioni secondo cui «potrebbe essere opportuno un ulteriore irrigidimento delle politiche», ma ha lasciato aperta la porta a ulteriori rialzi dei tassi. I dati macro pubblicati dopo tale riunione hanno per lo più sorpreso al rialzo, tra cui il deflatore core, i payroll e la spesa personale e i principali banchieri della Fed hanno dichiarato di essere favorevoli a una pausa nei rialzi dei tassi durante la riunione odierna, per valutare l'impatto delle condizioni di credito più rigide. In attesa della comunicazione della decisione della Fed, i rendimenti dei Treasury scendono, con il decennale al 3.790% e il biennale al 4.613%. Saranno rilevanti anche le parole di Jerome Powell nella conferenza stampa immediatamente successiva. Secondo Blerina Uruci, chief Us economist di T. Rowe Price, «le stime del tasso di disoccupazione per il 2023 saranno riviste al ribasso» mentre le spese per i consumi personali core leggermente al rialzo, «rafforzando l'orientamento al tightening del Fomc» in potenza già a partire dal mese di luglio. Domani sarà il turno della Bce, vista alzare i tassi di 25 punti base, e venerdì quello della BoJ (tassi attesi fermi).