Alle 18:11 il Btp italiano si attesta al 4.337% (-0.02%) e il Bund tedesco al 2.460% (+0.07%), destinato per ora a scambiare in range, secondo Rainer Guntermann, strategist di Commerzbank. Lo spread è a circa 187 pb, pur essendo in leggero rialzo, mostra una buona reazione al selloff dei Bund di febbraio dovuto al riprezzamento delle aspettative sui tassi da parte dei falchi. Secondo Chris Attfield e Melissa McCallum, strategist dei tassi di Hsbc, la diminuita sensibilità del differenziale italiano alle dichiarazioni della Bce potrebbe indicare che lo spread anticipi un ciclo di tagli a partire dal 2024. In ogni caso, il QT che la Bce inizierà a marzo potrebbe ancora rappresentare una sfida per il mercato privato, concludono gli esperti.
La speranza di Matteo Ramenghi, CIO di Ubs Gwm in Italia, è che la Bce adotti un approccio meno intransigente e più “data dependent” come quello della Fed americana, dal momento che «la riunione di marzo coinciderà con la presentazione delle nuove stime economiche della Bce, che dovrebbero recepire l'inflazione più bassa e la discesa dei prezzi del gas».
Si aggiunge il tono colomba di Francois Villeroy de Galhau, Governatore della Banca di Francia, secondo cui la fase «più aperta, meno rapida e più lunga» in cui sta entrando la Bce, dovrebbe favorire le aspettative di un plateau dei tassi.
Sull’orma di dichiarazioni contrastanti – come quelle della Schnabel e di de Galhau – che danno a intendere l’assenza di un percorso prestabilito, i mercati rivedono le aspettative sul picco del tasso terminale sui depositi della Bce. Secondo i dati di Refinitiv, attualmente prezzato al 3.6% a settembre, in calo rispetto al 3.75% circa di venerdì.