Alle 16:56 i rendimenti in Eurozona si mostrano prevalentemente in rialzo, fatta eccezione per i titoli di Stato italiani, con il Btp decennale in lieve calo (-0.10%) al 4.429% e il CTZ al 3.635% (-0.79%). Il Bund tedesco si attesta al 2.5780 % (+1.98%). Spread a circa 185 pb.
Gli strategist di Morgan Stanley affermano che il Bund tedesco è tornato in area 2.50 - 2.55%, respinta due volte da fine ottobre e prevedono che nelle prossime settimane ritorni verso il lato della fascia di negoziazione del 2 - 2.5%. Ritengono inoltre validi gli argomenti strutturali a favore di un rally del decennale verso l'area 1,50-1,60% entro la fine dell'estate.
È atteso giovedì il dato sull’inflazione europea. Secondo gli analisti di UniCredit Research, gli operatori dovrebbero prestare più attenzione all’aumento atteso del +0.4% m/m, che potrebbe rivelarsi molto più rivelante del dato annuale atteso in calo, come nel caso statunitense. In ogni caso, è già nota la volontà di Bce a perseguire una linea dura, anche se “le prospettive di una pausa a partire da maggio si sono rafforzate poiché secondo l’ultima comunicazione della Bce, i rischi sulla crescita e sull'inflazione sono più equilibrati", afferma Norman Villamin, CIO Wealth Management di Ubp. Di conseguenza, secondo l’esperto, i rendimenti dei titoli di Stato dovrebbero rimanere volatili nei prossimi mesi, ma potrebbero emergere opportunità per ricostruire le posizioni di duration più lunghe all'interno dei segmenti del reddito fisso.
Nel frattempo, i Gilt si sono rivelati molto più sensibili ai dati positivi, con i rendimenti dei titoli decennali (alla stesura al 3.845%) che dal 2 febbraio sono saliti di oltre 75 pb, in quanto le aspettative per il tasso terminale della BoE aumentano.