I rendimenti obbligazionari oggi salgono, confermando il trend delle precedenti settimane. A livello italiano, il Btp si riavvicina ad un'oraq da fine contrattazioni al 3,7% annuo sul decennale, e lo spread si apprezza leggermente rispetto a ieri. Desmond Lawrence, Senior Investment Strategist di State Street Global Advisors, ritiene che le obbligazioni governative della maggior parte delle economie avanzate offriranno rendimenti interessanti, in quanto le Banche centrali potranno preoccuparsi in misura minore dell'inflazione allineando maggiormente i tassi di riferimento all'indebolimento della domanda interna e internazionale.
I mercati dei tassi di interesse a breve termine hanno già scontato un atterraggio morbido, con i tassi di riferimento che dovrebbero scendere fino al 3,75% negli Stati Uniti e al di sotto del 2% nell'area euro. Col materializzarsi degli ulteriori tagli dei tassi, le curve dei rendimenti si sposteranno verso il basso, con il segmento a breve che guiderà il tradizionale movimento di steepening rialzista, puntualizza l'esperto.
Per Lawrence l'esposizione alla duration resta comunque importante: "la storia ci insegna che quando inizia il ciclo di tagli i tratti a lunga della curva forniscono maggiori opportunità di guadagni. Tuttavia, il percorso non sarà lineare: il mercato dei Treasury si muoverà in risposta alle aspettative sulle politiche monetarie e l'evoluzione delle politiche fiscali e commerciali della nuova amministrazione Trump. La direzione è comunque chiara e apre agli investitori la possibilità di posizionare la duration desiderata a prezzi decisamente interessanti. Un'eccezione degna di nota tra le economie avanzate è il Giappone, in particolare per i titoli di stato a breve termine, data la divergenza nelle priorità politiche e nelle direzioni adottate".