I rendimenti dell’Eurozona si attestano oggi in rialzo, con il Btp italiano al 4.23% e il Bund tedesco al 2.44%, portando lo spread in lieve calo a circa 178 pb. Il principale market mover di oggi è il rilascio dei dati sull’inflazione usa, avvenuto oggi alle 14:30.
La notizia positiva è che l’inflazione degli Stati Uniti è diminuita per il settimo mese consecutivo, ma il rallentamento sta avvenendo più lentamente rispetto alle previsioni degli analisti.
In particolare, l’indice CPI di gennaio si attesta al +6.4% su base annuale, oltre il +6.2% previsto.
Su base mensile, il dato ha segnato un rialzo dello 0.5%, superiore al +0.4% atteso, e in crescita rispetto al precedente aumento dello 0.1%. L’inflazione core, che esclude le categorie più volatili di cibo ed energia, è salita su base annua del 5.6%, rallentando rispetto al +5.7% di dicembre, ma meno del previsto +5.5%. Secondo gli esperti gli affitti e i prezzi delle auto usate hanno probabilmente continuato ad alimentare la pressione inflazionistica, mentre i servizi sanitari hanno probabilmente rappresentato un freno.
In ogni caso è bene tenere in considerazione che i dati odierni sono influenzati dalla revisione annuale delle ponderazioni della lettura sull'indice dei prezzi al consumo, che secondo gli economisti di Citi, crea più incertezza del normale, specie «considerando la grande sensibilità dei Treasury a due anni e degli Schatz tedeschi a due anni alle sorprese sull’inflazione statunitense», andando a stimolare la volatilità di oggi degli stessi, che al momento della stesura (ore 17:58) si attestano rispettivamente a 4.6366% (+1.89%) e a 2.845% (-0.58%). Aspettative al rialzo, in linea con l’intervento di ieri a Orlando di Michelle Bowman, della Fed.