I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano oggi poco mossi, così come il Btp/Bund sprad che chiude in lieve calo a circa 184.5 pb. Nel dettaglio, il rendimento del Btp italiano si attesta al 4.309% e quello del Bund al 2.4735%.
Sul fronte dei dati macro, a marzo l'indice nazionale dei prezzi al consumo in Italia ha rallentato dello 0.4% m/m (+7.6% a/a). Il mese precedente l'inflazione era stata pari al 9.1% a/a.
I dati, migliori delle aspettative, paiono essere in linea con quella che è la condizione dell’economia europea. A tal proposito, il membro del Consiglio direttivo della Bce e governatore della banca centrale della Lettonia, Martins Kazak, definisce l’economia ancora resiliente, scongiura le possibilità di una recessione nella ziona euro. In questo contesto, caratterizzato peraltro da una pressione sui salari che resta alta e in alcuni casi ancora in aumento, è necessario un altro aumento dei tassi. Secondo il membro lettone della Bce ci sono tutte le possibilità che avvenga un incremento di 25 pb e non di 50, «anche se un incremento di 50 punti resta un'opzione da non ignorare».
Ci spostiamo oltreoceano, dove l'indice Empire State Manufacturing elaborato dalla Fed di New York è balzato a 10.8 punti ad aprile, rispetto ai -24,6 di marzo e anche migliore delle stime degli analisti che erano per un livello a -18 punti. Il sotto-indice relativo ai nuovi ordini si è attestato a 25.1 punti (-21.7 il mese precedente), mentre quello sull'occupazione è risultato pari a -8 punti dai -10,1 di marzo. I rendimenti dei Treasury trattano in rialzo, con decennale che si attesta al 3.596% e quello a due anni che segna il 4.2006%.