Rendimenti in lieve rialzo in Eurozona, dopo la discesa di ieri. Alle 16h33, il costo di finanziamento del Bund decennale sale di 2 pb al 2.4710%, mentre il Btp rende il 4.167%, portando lo spread in allargamento a 169 pb, ma destinato al consolidamento secondo Unicredit Research. Per gli esperti, infatti, la performance relativa del Btp rispetto ai Bund, in linea con gli altri titoli di Stato, «è più influenzata dalle aspettative degli investitori che da fattori specifici».
Il faro resta puntato sulle prossime mosse di Bce. Gli economisti della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo sottolineano che i verbali dell’ultima riunione mostrano «qualche disagio per i livelli elevati e crescenti delle aspettative di inflazione a lungo termine nei mercati […] a fronte di un calo delle aspettative dei consumatori. Le proiezioni di crescita del Pil dello staff erano considerate ottimistiche e soggette a prevalenti rischi verso il basso. Riguardo all'inflazione, l'opinione prevalente era che non ci fossero ancora sufficienti prove di una svolta». Inoltre, anche solo conseguire le previsioni dello staff avrebbe richiesto due rialzi dei tassi, «ma secondo alcuni il previsto ritorno dell'inflazione al 2% verso la fine del 2025 potrebbe essere considerato troppo tardivo, perché nel frattempo potrebbero materializzarsi rischi che manterrebbero l'inflazione al di sopra dell'obiettivo del 2%».
Oltreoceano Treasury in rialzo, con il decennale che guadagna 3 pb, attestandosi al 3.792%, dopo i commenti di Bob Prince, Co Investment Chief di BridgeWater, convinto che il mercato scommetta su una Fed troppo colomba, e di Christopher Waller, membro del Fomc, che si attende almeno due ulteriori aumenti entro la fine dell’anno.