Alla stesura (ore 15:18), i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano poco mossi. Nel dettaglio, il Btp segna il 4.293% e il Bund il 2.449%, portando lo spread in restringimento a circa 184 pb. Sul fronte macroeconomico si rileva il Pil trimestrale tedesco, in contrazione, per il secondo trimestre consecutivo, dello 0.3% (atteso: -0.1%, precedente: -0.4%). L’indice GEK, sulla fiducia dei consumatori tedeschi, migliora più delle attese, evidenziando per giugno un valore di -24.2 punti, rispetto al -25.8 di maggio. Ci spostiamo in Francia, dove l’indice della fiducia delle imprese si mostra in calo. In Spagna poi, frena ancora la crescita dei prezzi alla produzione: si registra una variazione tendenziale pari al -4.5%, dopo il -1.4% di marzo. L’attenzione dei mercati resta sulla retorica delle Banche Centrali. Per quanto riguarda l’Eurozona, gli strategist di Unicredit Research prevedono ancora un orientamento al rialzo dei rendimenti fino alla pubblicazione dei dati sull'inflazione di maggio della prossima settimana. Analogamente, negli Stati Uniti, dove la retorica dei membri del Fomc non fornisce una chiara indicazione della probabilità di un altro rialzo dei tassi a luglio. In particolare, le minute relative alla riunione del 2 e 3 maggio, pubblicate ieri sera, mostrano una Fed divisa sulle prossime mosse di politica monetaria, nonché pervasa dall’incertezza sul livello di inasprimento necessario. I dati macro sostengono l’ipotesi di un’economia solida, con il Pil trimestrale in contrazione (+1.3%, precedente: +2.6%), ma meno delle attese (+1.1%), così come il numero di richieste di sussidi di disoccupazione (229mila unità, atteso: 225mila). Al momento il Treasury decennale rende il 3.752%.