I rendimenti dei titoli di Stato trattano in lieve calo, con il costo del finanziamento del Btp decennale, che alla stesura (15h57) si attesta al 4.177% e quello del Bund al 2.3250%. Lo spread è in restringimento a circa 185 pb.
Sul fronte macroeconomico, il market mover è il dato relativo all’inflazione in Eurozona: l'indice dei prezzi al consumo ad aprile è cresciuto dello 0.6% a livello mensile, leggermente inferiore al dato preliminare e al consenso al +0.7% m/m, e del 7% su base annua, in linea al consenso. L'indice dei prezzi core, che esclude le componenti dell'energia, degli alimenti e dell'alcol, è salito dell'1% su base mensile e del 5.6% a livello annuo.
Spostiamo il focus sull’Italia, dove la bilancia commerciale si mostra in avanzo a 7.5 mld di euro. Su base annua la crescita dell’export rallenta e per la prima volta dopo due anni, l’import registra una contrazione, siegata per circa un terzo dal crollo degli acquisti di gas naturale dalla Russia. Inoltre, impattano anche i toni colomba di Pablo Hernandez de Cos, membro del Consiglio direttivo della Bce, il quale ha dichiarato che Francoforte si sta avvicinando alla conclusione del ciclo di rialzi dei tassi in termini di inasprimento monetario. «La conclusione della stretta monetaria» però «è subordinata al fatto che l'inflazione della zona euro torni all'obiettivo ufficiale del 2%».
Anche oltreoceano, rendimenti poco mossi, dopo che i funzionari della Fed, alludendo alla persistenza dell’inflazione, si sono rifiutati di scartare completamente la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi d'interesse quest'anno. Più volatili i titoli a breve termine, con il Treasury a due anni in rialzo al 4.1097%, mentre quello decennale si mostra pressoché stabile al 3.5%.