Rispetto alla vigilia, invertono il trend i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi a 10 anni. Alle ore 16h42 il tasso pagato dal Btp si risolleva a 3,74%, riguadagnando 3 punti base dopo la chiusura di ieri in negativo, mentre il costo del finanziamento del Bund tedesco rallenta a 2,04%. Le oscillazioni per i due titoli restano comunque contenute, seppur i grafici sui tassi mostrino un segnale di ripresa dopo lo scivolone della seconda metà di dicembre. Lo Spread oggi è in espansione, a 169,75 punti base. Negli USA, il Treasury decennale, dopo il picco di ottobre, ha chiuso l’anno poco mosso rispetto alla fine del 2022, a 3,88%, mentre ora segna a 3,99%. Nonostante la stabilità delle performance, il mercato si aspetta un calo dei rendimenti nel corso del 2024: gli Overnight Index Swap prezzano un taglio sui tassi che ammonta a 150 pb per la Fed e 160 pb per la BCE. Per il 2024, il Mef prevede un emissione lorda di titoli a medio lungo termine per un valore compreso tra i 340 e 360 miliardi di euro, in modo similare a quanto fatto nel 2023. Le emissioni complessive del Tesoro dipenderanno dalle scadenze dei titoli in circolazione al netto dei Bot, circa 265 miliardi di euro, e dal fabbisogno del settore statale dell’anno, previsto intorno ai 130 miliardi di euro. Il calendario macroeconomico di oggi è scarno, gli occhi sono tutti puntati sui verbali della riunione del FOMC, attesi in serata. Le pubblicazioni più rilevanti sono per l’occupazione di Germania e Spagna, entrambe relative al mese di dicembre: nel primo Paese, il tasso di disoccupazione destagionalizzato risulta invariato, a 5,9%, mentre nel secondo, i disoccupati sono diminuiti di 27.375 unità, dato migliore rispetto al mese precedente.