Fine settimana molto volatile sulle principali piazze finanziarie. Alle 14.30 è uscito il dato sul Non Farm Payroll, il quale ha mostrato che, nel mese di gennaio, nei settori non agricoli si è registrato un aumento di 467 mila nuovi posti di lavoro, numero ben superiore alle attese. Dopo l’uscita del dato, il rendimento del Treasury decennale è salito a quota 1,91%. "C’era molta attesa per le cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano” scrive IG Italia “dal momento che queste consentono di avere più certezze sulle prossime mosse della Fed". Inoltre, “le cifre sull’aumento dei salari a gennaio lasciano intendere che le pressioni inflazionistiche saranno molto persistenti nel corso dell’anno, e saranno affiancate da politiche monetarie piuttosto aggressive”. Secondo Samuele Barni, consulente finanziario di Copernico Sim, la mancata trasmissione di un messaggio chiaro nei tempi e nei modi da parte di Powell sugli interventi futuri ha innervosito Wall Street con la conseguenza che gli operatori di mercato hanno cercato di stabilizzare i portafogli mediante oculate rotazioni settoriali da titoli growth a value. Anche lo scenario obbligazionario non è di facile lettura. Opportunità potrebbero essere colte sull'obbligazionario governativo inglese, dal momento che la BoE ha manifestato la volontà di attuare una politica monetaria maggiormente restrittiva rispetto alla BCE. Da monitorare anche la situazione sui bond cinesi, dato che la People Bank of China ha ancora un buon margine di manovra per poter dare una spinta alla sua economia. Per quanto riguarda l’Italia, il rendimento del decennale supera i 170 punti base (ora a 1,712%), seguito dall’ancora rialzista yield del decennale tedesco (ora a +0,20%).