Rendimenti in rialzo alle 16h06, in scia ai verbali della riunione del Fomc di giugno, che hanno confermato che "quasi tutti" i partecipanti erano favorevoli ad una breve pausa per meglio valutare l'impatto dei precedenti aumenti dei tassi sull'economia, mentre "alcuni" avrebbero preferito un aumento di 25 punti base. Per quanto riguarda le opinioni sul sentiero dei tassi, come dichiarato anche dal presidente Jerome Powell a Sintra la scorsa settimana, la maggioranza ritiene che siano opportuni altri aumenti entro la fine dell'anno e che l'approccio dipenderà ancora una volta dai dati. A questo punto, il rialzo del prossimo 26 luglio appare pressoché scontato, mentre quello successivo resta incerto. Rilevano i Pmi Usa, composito (53.2 punti) e servizi (54.4 punti), migliori delle attese. Richieste di sussidi a 248mila unità, sopra le stime. Si resta in attesa dell’Ism non manifatturiero. Nel dettaglio, alla stesura il rendimento del Treasury decennale raggiunge il 4.043%, mentre quello del duennale è al 5.061%. In Eurozona, il Btp segna 4.335% e il Bund il 2.6140% (+14 pb). Spread in allargamento a 172 pb. Rialzi evidenti anche sul tratto breve, con il Ctz al 3.971% e lo Schatz al 3.357%. Sul fronte macro rilevano gli ordini al settore manifatturiero in Germania, che in termini destagionalizzati sono cresciuti del 6.4%, stracciando il consenso degli economisti che si aspettavano il +1.5% m/m. Tuttavia, quota parte dell’aumento è imputabile alla crescita degli ordini nel settore altri veicoli, che è sempre molto volatile e il trend resta in calo, compensando solo in parte il crollo di marzo. Nel frattempo, le vendite al dettaglio per la Zona Euro segnalano una variazione negativa del 2.9%, peggiore delle attese.