I rendimenti dei titoli di Stato in Eurozona proseguono in rialzo dopo l’ultimo aggiornamento sull’inflazione, che sale al 2% a ottobre. Il rendimento del Bund decennale cresce di 6 punti base al 2,43%, mentre il Btp decennale registra un incremento di 7 punti base, raggiungendo il 3,70%. Lo spread tra i due titoli tratta poco mosso a 124 punti base.
La spinta inflazionistica deriva principalmente dal rialzo dei prezzi energetici, secondo quanto rilevato dal gruppo Unicredit, mentre la componente core, rimane stabile al 2,7%. Tuttavia, la presidente della Bce, Christine Lagarde, sottolinea come la banca centrale non consideri l’inflazione sconfitta, continuando a monitorare con attenzione i dati.
Negli Stati Uniti, i rendimenti dei Treasury sono anch'essi in rialzo, con il biennale al 4,20% e il decennale al 4,33%. I mercati obbligazionari, sopratutto quelli statunitensi, risentono delle incertezze politiche legate alle elezioni. Secondo Michael DePalma (Nordea AM), una vittoria di Trump potrebbe introdurre politiche fiscali espansive che potrebbero aumentare i costi per produttori e consumatori, incrementando così le pressioni sui rendimenti a lungo termine. D’altra parte, una vittoria della Harris rappresenterebbe un approccio più cauto, con possibili benefici per i settori sostenuti dalla spesa pubblica come sanità e utility.
Sul fronte macro, in Italia l’inflazione registra una variazione nulla su base mensile, mantenendo un tasso tendenziale allo 0,9% annuo, lievemente inferiore al consensus dell'1%. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione calano a 216.000 unità, segnalando un mercato del lavoro ancora robusto.