I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, al momento della stesura (ore 16:41) trattano in rialzo. Nel dettaglio, il rendimento del Btp italiano si attesta al 4.242% e quello del Bund tedesco al 2.3870%, portando lo spread a circa 185 pb. Rialzi anche sul tratto breve della curva, con il CTZ al 3.340% e lo Schatz al 2.795%.
Market mover della giornata è il dato sull’inflazione usa, che frena più del previsto attestandosi al +5% nel mese di marzo, contro le stime di +5.1%. In linea con le attese il dato core, che sale al +5.6%, dopo il +5.5% di febbraio.
Inizialmente il mercato dell’Eurozona ha scontato la notizia con un aumento della domanda di obbligazioni che ha condotto a un calo dei rendimenti, per poi riaggiustare il tiro con un sell-off che ha ricondotto gli stessi al rialzo, incorporando l’aspettativa di ulteriori rialzi. Secondo gli analisti di Landesbank Baden il massimo ciclico dei rendimenti dei titoli di Stato decennali dell'Eurozona verrà raggiunto nel secondo trimestre, quando la BCE sarà arrivata al picco del tasso sui depositi. In questo contesto si aspettano fino a tre ulteriori incrementi dei tassi di interesse, «con i mercati che continueranno a sentire la pressione, soprattutto sulla parte breve della curva dei rendimenti». Inoltre, il discorso tenuto da Andrew Bailey, governatore della BoE, il quale ha rassicurato sulla tenuta del sistema bancario inglese, grazie al sistema di regolamentazione introdotto dopo la Grande recessione. Oltreoceano il Treasury si mostra poco mosso, al 3.430%. Le attese sono per un ulteriore rialzo dei tassi di 25 pb da parte della Fed a maggio. Si resta comunque in attesa delle minute della Fed, la cui pubblicazione è prevista stasera alle 20, ora italiana.