Alle 16:29 i rendimenti dell’Eurozona trattano in rialzo, con il Btp italiano al 4.611% (+1.02%) e il Bund al 2.7435% (+1.12%). Spread in rialzo, a più di 186 pb.
Gli investitori continuano a vendere i titoli di Stato dell'Eurozona, facendo salire i rendimenti, a causa dell'accelerazione dell'inflazione nei principali Paesi a febbraio. I dati di ieri sulla crescita dei prezzi tedeschi si sommano alle sorprese al rialzo dei dati francesi e spagnoli, rendendo «chiaro che il fenomeno è più ampio di un solo Paese», afferma Jim Reid, market strategist di Deutsche Bank.
I dati sull’inflazione dell’Eurozona pubblicati oggi seguono la suddetta falsariga, mostrando una moderazione più contenuta rispetto al previsto, nonostante il rapido calo dei prezzi dell’energia, che a febbraio sono aumentati del 13.7% su base annua, rispetto al +18.9% a/a di gennaio.
Nel dettaglio i prezzi al consumo registrano un +8.5% a/a, in rialzo rispetto al consenso degli analisti (+8.1%) e in rallentamento rispetto al dato di gennaio (+8.6%), con i prezzi dei prodotti alimentari che sono aumentati del 15% su base annua, più del 14.1% a/a del mese precedente.
L’inflazione core invece si mostra in accelerazione al +5.6% rispetto al +5.3% di gennaio, raggiungendo un livello record. In questo contesto gli investitori stanno aumentando le loro aspettative sul livello massimo dei tassi d'interesse dell'Eurozona.
Secondo gli strategist di Mizuho, l’inflazione globale sembra aver raggiunto il picco, e la loro view è quella di un aumento dei tassi di 50 pb a marzo e di 25 pb nelle riunioni di maggio e giugno. Ritengono inoltre che la reazione del mercato ai recenti dati sia stata eccessiva, ma resta difficile vedere un forte slancio al ribasso nei rendimenti.