Al momento della stesura (ore 16:36), i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano in rialzo, con il costo del finanziamento del Bund decennale che sale al 2.4135% e quello del Btp italiano al 4.279%, portando lo spread a più di 186 pb. Secondo gli analisti di UniCredit Research, i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine dell’Eurozona dovrebbero muoversi all’interno di un range limitato fino al prossimo report sull’inflazione del 2 maggio, pur lasciando un leggero spazio al rialzo per i rendimenti dei Bund. Peraltro, in linea con quanto affermato dalla numero uno di Bce, Christine Lagarde, in occasione degli Spring meeting del FMI, anche se l’inflazione complessiva scende, quella core si ridurrà molto più lentamente poiché il mercato del lavoro è rigido e i salari continuano a crescere. In questo contesto, secondo il capo economista della zona euro di Capital Economics, Andrew Kenningham, la Bce probabilmente aumenterà ulteriormente i tassi di interesse e li terrà alti per un periodo più lungo di quanto attualmente previsto dai mercati.
Anche oltreoceano i rendimenti si mostrano in rialzo, sia sul tratto breve, con il Treasury a 2 anni che segna 4.1032%, che su quello lungo, con il titolo americano decennale che raggiunge il 3.507%. Market mover della giornata, non solo le trimestrali oltre le attese delle banche americane, ma anche il dato sulle vendite al dettaglio, che si rivela deludente sia su base annuale che su base mensile. In particolare, si attesta un calo dell’1% rispetto al mese precedente, contro le attese del -0.5%, e un aumento del 2.9% su base annuale, rispetto alla previsione più propositiva del +5.9%.