Alla stesura (ore 15:41) i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona si mostrano in rialzo, con il Bund al 2.5330% e il Btp al 4.401%, dopo la contrazione della fiducia delle imprese e dei consumatori. Spread in allargamento a circa 187 pb.
Pesano i discorsi dei membri della Bce. Nel dettaglio, Klaas Knot, presidente della banca olandese, ha affermato che la Bce dovrà attuare ancora almeno due rialzi dei tassi ufficiali, aggiungendo peraltro che le attese di taglio oggi incorporate nelle curve di mercato sono troppo ottimistiche. Il vicepresidente Luis De Guindos ha sottolineato che le prospettive dell'inflazione dipendono dalle politiche fiscali, invitando i Governi europei ad abrogare le misure di sostegno introdotte durante la fase di rincaro dell'energia.
Infine, Boris Vujcic, non è certo che la Bce possa ridurre la crescita dei prezzi, portandoli all'obiettivo del 2% entro i prossimi due anni. Secondo il Governatore della banca centrale croata, infatti, «lo slancio dell'inflazione è ancora persistente, soprattutto per le componenti core e alimentari».
Secondo gli strategist di Unicredit Research, il picco del tasso di deposito nell'Eurozona è ancora stimato al 3.75%, ma c’è una possibilità significativa che possa raggiungere il 4%. Il test definitivo per determinare se il calo dei prezzi dei titoli di Stato europei persisterà, arriverà la prossima settimana, quando tra martedì e giovedì verranno pubblicati i dati sull’inflazione del mese di maggio. Con riferimento agli Stati Uniti invece, i dati macro segnalano una certa resistenza anche dopo il ciclo di rialzi dei tassi della Fed. Le spese personali mensili aumentano dello 0.8%, più delle attese, così come gli ordini di beni durevoli. Redditi personali su base mensile stabili. Il Treasury decennale in rialzo al 3.836%.